Il gender gap: dalle quote rosa all’arcobaleno

Lo abbiamo detto già diverse volte nei nostri articoliscegliere un futuro lavoro o definire il proprio obiettivo professionale comporta per forza di cose una riflessione sul contesto in cui spenderai le tue energie. Questo significa anche comprendere che alcune condizioni, economiche e/o sociali, possono influenzare il modo in cui il mondo del lavoro ti riconoscerà e riconoscerà le tue abilità. Per questo oggi parliamo di gender gap nei contesti professionali

Sicuramente ne hai sentito parlare, ma hai mai approfondito come potrebbe condizionare il tuo futuro lavoro e la tua identità professionale?

Nota bene: questo articolo non vuole essere un approfondimento esaustivo sui fenomeni di gender gap, ma solo uno stimolo a riflettere su cosa succede nel mondo del lavoro e a pensarti in modo funzionale ai tuoi obiettivi professionali. Prova insieme a noi a contrastare, un po’ alla volta, alcuni stereotipi che ancora vigono nelle nostre vite (e nelle nostre carriere).

Cosa è il gender gap e cosa provoca

Se, indubbiamente, nella vita di tutti i giorni i colori rosa e azzurro hanno perso la loro etichetta legata allo stereotipo più tradizionale, nella vita lavorativa è inutile negare la persistenza di alcune etichette. Queste tendono più a descrivere la tendenza a pensare ad alcune professioni in modo strettamente legato a una cultura superata, che a rispecchiare le realtà in cui viviamo. 

Sebbene in alcuni ambienti si stia diffondendo un’attenzione particolare ai modi in cui si racconta il mondo del lavoro e a un repertorio di role model più vasto, dobbiamo riconoscere che, spesso, si tratta di azioni che hanno più impatto sociale formale che sostanziale. A ragione possiamo parlare, quindi, di pink rainbow washing. Senza entrare in diatribe relative al femminile dei sostantivi professionali o alle quote, che meriterebbero ben altri approfondimenti, proviamo a stare sul concreto delle manifestazioni dei fenomeni e di come avranno a che vedere con il tuo lavoro.  

Gender gap è qualunque fenomeno che riguardi la creazione di divario tra i generi nell’accesso a risorse, a posizioni professionali, a condizioni di vita, ecc. 

Nel mondo del lavoro, il gender gap si sostanzia in:

  • differenze di retribuzione tra uomini e donne (a vantaggio degli uomini) a parità posizione ricoperta e di compiti assegnati – il gender pay gap,
  • minor numero di donne che ricoprono ruoli apicali e di management, nel pubblico e nel privato, a parità di titolo di studio,
  • disequilibrio nei lavori di cura e domestici, che determina un maggior carico sul genere femminile,
  • aree professionali segregate, cioè con maggior possibilità di accesso per uomini o per donne (a seconda dell’area) e conseguente mancato riconoscimento delle reciproche competenze.  

Se ti interessano questi temi e vuoi approfondire, puoi fare riferimento a diverse fonti, tra cui: 

Obiettivo e strategia per affrontare il gender gap

Per tornare al focus di questo articolo: come affrontare concretamente il gender gap nel mondo del lavoro?

L’obiettivo principale non è colmare il divario con strategie di facciata, bensì volgere lo sguardo oltre, per meravigliarsi dell’arcobaleno che colora il binomio bianco-nero dell’eteroidentità. La strategia per superare (gap in inglese significa anche salto) le questioni di genere nell’universo lavoro è un matching fondato sulle identità – non solo sulle immagini – professionaliNella vita quotidiana spesso la tua identità e immagine non corrispondo (non sei la medesima persona nella beata solitudine, in famiglia, nelle relazioni amicali, sentimentali, nello sport, nei doveri o nei vizi). È però necessario che le due modalità di essere coincidano nell’universo lavoro.

Identità e immagine per porti oltre gli stereotipi

L’identità è chi sei sul piano del reale. 

L’immagine è la rappresentazione di chi sei sul piano di realtà.

La discriminante che distingue queste due modalità della nostra esistenza non è tanto la dimensione sociale (presente in entrambe), ma il fatto che nell’identità sei l’autore o l’autrice della tua vita professionale, nell’immagine sei un attore/attrice sul palcoscenico lavorativo.

Per proporti una conclusione, ricorda che una strategia professionale che potrà portarti a stare bene nei contesti di lavoro è selezionarli in base a ciò che senti giusto e accogliente per te. Perché questo accada davvero, dovrai impegnarti sempre affinché la tua identità corrisponda all’immagine professionaleper andare oltre ogni possibile etichetta, di cui la società e l’universo lavoro abusano. 

Riappropriarsi di chi sei e farlo coincidere con l’idea che vuoi dare di te alle altre persone (e che, talvolta, le persone hanno di te a priori o posteriori), è la modalità più efficace per evitare quell’incasellamento forzato nelle infinite etichette che provano a descriverti, anche come professionista, e che il più delle volte non hai scelto tu. 

Progettare il tuo futuro nel mondo del lavoro è più semplice con le risorse giuste! Iscriviti a Talent Hub per accedere a una piattaforma smart e al supporto mirato di professionisti!

Share: